Pcma, stamane presidio davanti a Tecnoparco. I lavoratori chiedono il prolungamento della cigs e un nuovo piano di ricollocamento. Nuovi presidi si annunciano per la prossima settimana. Troiano (Fim): “Fare subito o situazione diventa incandescente”

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Circa cinquanta lavoratori della Pcma di Pisticci, rimasti fuori dal piano di ricollocamento degli esuberi dopo la chiusura dello stabilimento lo scorso anno, hanno manifestato stamane davanti alla sede di Tecnoparco per sollecitare la proroga della cassa integrazione straordinaria, scaduta lo scorso 30 settembre, e il varo di un nuovo piano di ricollocamento che consenta il riassorbimento di tutti gli esuberi nelle altre aziende del gruppo Magneti Marelli.

A preoccupare i lavoratori è lo spettro dei licenziamenti e della mobilità, ipotesi destinata a diventare concreta se il ministero del Lavoro non convocherà le parti e non concederà altri dodici mesi di ossigeno per trovare una soluzione. L’incontro inizialmente fissato per lo scorso 14 ottobre è infatti saltato e da allora più nulla. Intanto si alza la temperatura del conflitto e si preparano nuovi presidi, a partire da lunedì, davanti agli stabilimenti Pcma di Tito e Melfi.

Salvatore Troiano della Fim Cisl Basilicata non maschera una certa preoccupazione. “La situazione non è buona e non ci piace questo palleggiamento tra azienda e ministro del lavoro sul piano di gestione degli esuberi. I nuovi investimenti Fiat – continua Troiano – hanno aperto una finestra e noi vogliamo sfruttarla fino in fondo per dare a tutti una nuova opportunità di lavoro. Mi auguro che siano tutti sulla stessa lunghezza d’onda e si proceda rapidamente, altrimenti la situazione sarà destinata a diventare incandescente”.