Accordo Acm, per la Fim ora parte la sfida della risalita produttiva

IMG_1629“Con la firma dell’ipotesi di accordo che interessa 1.650 addetti delle dodici aziende del consorzio Acm anche l’indotto Fiat si dota di uno quadro normativo al passo coi tempi e con le sfide di mercati sempre più esigenti e competitivi dove contano la qualità dei prodotti e la rapidità delle risposte”. È il commento del responsabile Fim Cisl per l’indotto Fiat, Giovanni Ottomano, dopo la firma, ieri sera in Confindustria, dell’ipotesi di accordo per l’indotto. “La trattativa è stata lunga e difficile – continua il sindacalista della Fim – ma il risultato conseguito può dirsi in linea con le aspettative e con le priorità che ci eravamo assegnati nelle prime fasi del negoziato, una su tutte la difesa dei posti di lavoro e mettere nelle condizioni l’indotto di supportare il nuovo progetto industriale che Fiat Chrysler ha assegnato alla Sata di Melfi con i nuovi modelli mini suv. Riteniamo che ci siano tutte le condizioni organizzative per affrontare la sfida della risalita produttiva con spirito costruttivo e condivisione degli obiettivi e per fare bene. Da lunedì terremo le assemblee nelle aziende per illustrare ai lavoratori i punti dell’ipotesi di accordo che sarà infine sottoposto al vaglio finale con i referendum”.