Siderpotenza, c’è preoccupazione per il futuro

2014-07-30 12.44.27

Si stanno tenendo in queste ore le assemblee sindacali dei lavoratori della Pittini (Siderpotenza) a seguito dell’incontro tenuto nei giorni scorsi in Confindustria con la direzione per discutere della situazione aziendale e della crisi del settore siderurgico che continua ad interessare anche il sito di Potenza. In una nota unitaria le segreterie regionali di Fim-Fiom-Uilm unitamente alle Rsu e ai lavoratori esprimono “preoccupazione per le incertezze legate all’andamento produttivo e al mancato dissequestro dell’area. Al contempo dalla discussione è emersa la inadempienza e la latitanza delle istituzioni (Regione, Provincia e Comune di Potenza) che durante il presidio e le manifestazioni dei lavoratori avevano espresso il pieno sostegno alla difficile vertenza e gli interventi necessari per la risoluzione dei problemi annosi a partire dalle questioni ambientali per finire a quelle industriali e occupazionali, muovendo il Consiglio regionale, attraverso una risoluzione approvata all’unanimità, a impegnare la Giunta stessa ad “avviare ogni azione per creare le condizioni di contesto utili a garantire lo sviluppo futuro della Siderpotenza e l’attuazione completa del piano di investimenti, partendo da quelli di natura ambientale e dal potenziamento della logistica”.

“Ad oggi, nonostante i ripetuti solleciti per incontrare la Giunta regionale e avere risposte concrete sugli impegni assunti attraverso un programma di interventi, che potrebbero contribuire al rilancio del sito, si assiste inermi alla assenza di strategie per salvaguardare le poche industrie che in Basilicata ancora sono disposte ad investire (nonostante la crisi), a partire dalla acquisizione del sito della ex Liquigas e della ex Mahle sul quale gli ex dipendenti ancora sono in attesa di una ricollocazione. Si ricorda che la Pittini è ancora sotto sequestro parziale e l’azienda, come prescritto dalla Procura e dall’Aia, sta realizzando gli interventi indicati dal programma per rispettare le norme ambientali, ma soprattutto che i lavoratori ancora oggi sono in contratto di solidarietà per il calo di produzione”.

Il 1° dicembre è fissato un nuovo incontro in Confindustria per trovare soluzioni che salvaguardino i livelli occupazionali e industriali, ma “è sempre più necessario – sostengono Fim-Fiom-Uilm – che la Regione a partire dall’assessorato all’Ambiente e da quello alle Attività produttive convochi un tavolo per fare chiarezza sugli impegni condivisi ed evitare, ancora una volta, la ‘politica degli annunci’ senza corrispondenze con la realtà, al fine di contribuire al mantenimento e al rilancio dell’occupazione del già compromesso settore industriale della nostra regione, guardando anche alla salvaguardia ambientale”.