Firema, Fim Fiom Uilm: giù le mani dal lavoro

train-345072_1280Ieri al Mise si è svolto il secondo incontro con la gestione commissariale e con la compagine aziendale che ha presentato l’offerta per acquisire Firema. La newco, che si chiamerà Firema Costruzioni Ferroviarie, è composta al 70% da Bluetec (gruppo Stola) e al 15% da Cometav e da Miri. Lo rendono noto in un comunicato le segreterie territoriali di Fim Fiom Uilm e la Rsu dello stabilimento Firema di Tito. Nel corso della riunione è proseguita la discussione sul piano industriale in termini generali. Dall’incontro ancora non sono emerse certezze sullo sviluppo futuro del gruppo all’interno del settore. Il piano, che è ancora in evoluzione, presenta molte incognite legate alle previsioni di mercato e all’assenza di politiche industriali da parte del governo nel settore Ferroviario.

L’azienda, riferiscono i sindacati, attraverso l’acquisizione intende raggiungere tutte le certificazioni Iso necessarie a poter partecipare alle future gare, anche attraverso nuovi investimenti, i cui dettagli però sono ancora in evoluzione. L’unica certezza che la proposta prevede è il taglio dell’occupazione (403 lavoratori sugli attuali 522 del gruppo) e il taglio di alcune voci salariali. Su questi punti le organizzazioni sindacali e la Rsu ritengono invece che sia fondamentale trasferire nella nuova società l’intera forza lavoro e mantenere le attuali retribuzioni in quanto i lavoratori hanno già sopportato abbastanza il peso della crisi del Firema.

Per queste ragioni nell’assemblee svolte oggi nello stabilimento di Tito, dove sono state illustrate le prospettive aziendali, le lavoratrici e i lavoratori unitamente alla Rsu e ai sindacati, hanno ribadito il giudizio negativo sulle prospettive industriali, occupazionali e salariali e hanno confermato di proseguire le iniziative di lotta con un pacchetto ulteriore di ore di sciopero, finalizzate anche al coinvolgimento e alla sensibilizzazione delle istituzioni regionali in vista del prossimo incontro che si terrà il 30 marzo al Mise alla presenza del sottosegretario De Vincenti.

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