Fca Melfi ancora leader con oltre 100 mila vetture nel primo trimestre

FCA-Melfi

In uno studio condotto dalla Fim Cisl emerge che Fca Melfi si conferma lo stabilimento di punta del gruppo automobilistico con una produzione che al 31 marzo 2016 ha già raggiunto quota 100.200 vetture. In tutto il 2015 le vetture prodotte nella fabbrica lucana erano state 390.000. Altro dato interessante è che a livello nazionale cresce la quota di auto prodotte di fascia medio-alta, passata dal 20 per cento del 2012 al 62 per cento del 2016. In pratica la tendenza di lungo periodo è di una inversione del rapporto tra segmento medio-basso e segmento medio-alto. Secondo le previsioni della Fim Cisl la produzione complessiva del gruppo – calcolando anche i veicoli commerciali – dovrebbe superare quota 1 milione nel 2016.

evangelista_congresso_femcaIl segretario generale della Fim Cisl Basilicata, Gerardo Evangelista, commentando i dati elaborati dalla Fim nazionale, ha dichiarato: “Sono dati importanti che segnalano un cambiamento profondo dalla composizione produttiva di Fca, con una forte crescita delle vetture di fascia medio-alta. La tendenza che emerge dallo studio è inoltre di un’ulteriore crescita dei volumi produttivi e dell’occupazione rispetto al 2015. Fca Melfi si conferma stabilimento leader con oltre 100 mila vetture prodotte nel primo trimestre dell’anno, una tendenza che fa ben sperare anche per la restante parte del 2016. È un risultato che è merito dei lavoratori e di chi, come la Fim, ha voluto e ottenuto che Fiat restasse in Italia quando la partita sembrava definitivamente persa”.

Entrando nel dettaglio della ricerca emerge che non è solo il mercato italiano, ma anche i dati delle auto prodotte negli stabilimenti italiani di Fca a confermare una crescita nei primi tre mesi del 2016. Nelle ultime settimane del mese di marzo 2016 sono partite le produzioni dell’Alfa Romeo Giulia a Cassino e del Suv Maserati Levante nello stabilimento di Mirafiori che nel corso del 2016 incideranno ulteriormente sui volumi.

16178396954_90266e1618_b-620x400“I dati che abbiamo elaborato sul primo trimestre”, dichiara Ferdinando Uliano, segretario nazionale Fim-Cisl e responsabile del settore automotive, “evidenziano che dopo il 2015, l’anno di uscita per Fca da un periodo di forte crisi del settore, il 2016 sarà caratterizzato da un ulteriore crescita nei volumi con una composizione maggiore di auto della fascia alta del mercato. È certamente questo il dato più significativo. Nel 2012 come Fim-Cisl abbiamo condiviso con il Lingotto il nuovo piano industriale, poi confermato il 6 maggio del 2014 a Detroit, che alla base aveva la scelta di cambiare le tipologie di auto prodotte, elevandone la fascia: oltre alle due auto prodotte a Melfi, Renegade e 500X, e alle due Maserati di Grugliasco, si rilanciava il marchio Alfa Romeo con 8 modelli e si rafforzava il polo torinese del lusso con una importante produzione Maserati nel sito storico di Mirafiori”.

Secondo lo studio della Fim le auto di fascia medio alta prodotte nel 2012 rappresentavano solo il 20% dei volumi, mentre nel 2015 si è raggiunto il 58%. Nel 2016 con la messa in produzione alla fine di marzo di Levante e Giulia, a cui si aggiungerà a fine anno il nuovo Crossover Alfa Romeo, la percentuale potrà ulteriormente crescere fino a toccare il 62%. Inoltre, le produzioni rilevate nel primo trimestre 2016 fanno riscontrare che su base annua si supererà la quota di 1 milione di vetture prodotte (considerando anche i veicoli commerciali). La maggiore composizione di auto nella fascia medio alta comporterà particolari vantaggi alla redditività complessiva degli stabilimenti italiani, ma soprattutto avrà effetti positivi sull’occupazione con un forte ridimensionamento delle ore non lavorate.

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Continua Uliano: “Lo ricordiamo anche al Presidente del Consiglio Renzi, a cui oggi è stata presentata la nuova Giulia, che questo cambiamento è stato possibile per le scelte che ha compiuto un sindacato come la Fim Cisl. Quegli accordi, inizialmente contrastati da molti signor no, hanno obbligato il gruppo ad investire in Italia, evitando la chiusura di due stabilimenti. Questo ha salvaguardato l’occupazione in Italia, ridimensionando la cassaintegrazione (dal 40% degli occupati al 12% del 2015) e portando nel 2015 ad assumere stabilmente quasi 3.000 giovani. La nascita di Fiat Chrysler Automobile, da noi sostenuta insieme al sindacato americano Uaw, ha consentito di reperire risorse finanziarie necessarie per gli investimenti e la possibilità di utilizzare quelle economie di scala, sinergie, riduzione dei costi, coperture di mercati necessarie per sostenere la vendita sui mercati esteri e nazionali delle auto prodotte nei nostri stabilimenti. Oggi abbiamo fatto numerosi passi in avanti, se solo pensiamo che due anni fa il dibattito politico nel nostro Paese era tutto condizionato dalle posizioni della Fiom di Landini, che si fermavano ad un’opposizione puramente ideologica alle nostre scelte sindacali. Se avessimo seguito quelle posizioni oggi sarebbero stati cancellate migliaia di posti di lavoro. Le nostre attenzioni maggiori ora riguardano l’obiettivo della piena occupazione entro il 2018, questo significa che in questo arco temporale in particolare negli stabilimenti di Pomigliano e Mirafiori dovranno essere assegnatei nuovi modelli”.

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