Parte da Matera la rivoluzione metalmeccanica

Il segretario generale della Fim Cisl, Marco Bentivogli, ha lanciato questa mattina da Matera la campagna per il rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici, in scadenza a fine anno. Aprendo i lavori del comitato esecutivo, in programma oggi e domani nella Città dei Sassi, davanti ad un centinaio di dirigenti e delegati, il leader del sindacato metalmeccanico della Cisl ha tracciato il perimetro del futuro negoziato per dare un nuovo contratto nel 2020 ad oltre un milione e mezzo di lavoratori. Una piattaforma al passo con i tempi, quella immaginata dalla Fim, con il contributo di autorevoli esponenti del mondo accademico, in cui, accanto a temi tradizionali come il salario e la produttività, si parla anche di diritto soggettivo alla formazione, innovazione tecnologica, interazione uomo-robot, tempi e spazi di lavoro, smart working. Temi di frontiera in cui si saldano tecnologia e cultura e dove l’uomo, con i suoi bisogni e le sue competenze, resta il centro della fabbrica anche nella quarta rivoluzione industriale. Non è così un caso la scelta di partire da Matera, capitale europea della cultura, che, ha detto Bentivogli, “può rappresentare il nuovo paradigma per il Mezzogiorno che incrocia cultura e industria dentro una chiave di sviluppo sostenibile. La sperimentazione del 5G – ha aggiunto – può rappresentare in questo senso una delle infrastrutture chiave per mettere insieme lavoro e cultura”.

“Sulla contrattazione bisogna ragionare in maniera nuova e ragionare sul territorio. Possiamo chiamarlo ecosistema contrattuale territoriale, dove le necessità partono dal territorio, ma vengono redistribuite azienda per azienda. Il decentramento contrattuale è strategico”, ha spiegato Bentivogli sottolineando che “il cambiamento che il digitale sta portando al mondo produttivo sarà dirompente e se le produzioni saranno sartoriali dobbiamo fare contratti sartoriali. Per questo anche il contratto dei metalmeccanici dovrà cambiare. Dobbiamo immaginare finestre più marcate per i vari comparti, come siderurgia, automotive, Ict, settori con esigenze contrattuali diverse. Se non ci pensiamo noi, saranno terreno di dumping contrattuale”, ha ammonito il segretario della Fim.

Bentivogli ha parlato anche di formazione e competenze che “devono rappresentare l’elemento strategico del nuovo contratto”, in cui “il diritto soggettivo alla formazione va rafforzato. Le aziende che non formano le proprie persone – ha detto – creano esternalità negative e andrebbero tassate come quelle che inquinano”. Per il leader della Fim “nel lavoro che cambia vanno ripensati anche i tempi e gli spazi di lavoro: la tecnologia insieme alla contrattazione può dare un grande contributo, penso ai tanti accordi fatti sullo smart working. Questo aiuterà a rigenerare e ripensare anche il tessuto urbano”. Infine, un richiamo al tema della democrazia economica, cavallo di battaglia della Cisl: “La contrattazione deve riportare la democrazia sostanziale in azienda. Se siamo il sindacato della partecipazione – ha concluso – lo dobbiamo fare a partire dalla gestione del lavoro in azienda”.

Intervistato a margine dell’evento, il segretario generale della Fim Cisl Basilicata, Gerardo Evangelista, ha evidenziato che “la Basilicata si conferma una regione a due velocità: da una parte abbiamo realtà dinamiche agganciate all’Europa e al mondo come Matera e Melfi, dall’altra abbiamo situazioni di forte sofferenza come la ex Blutec e la Ferrosud. Oggi dalla capitale europea della cultura vogliamo lanciare anche un messaggio di coesione sociale e territoriale con un contratto – ha concluso Evangelista – che guarda al territorio e alle sue specificità come un valore aggiunto della contrattazione nazionale”.

Domani seconda e conclusiva giornata di lavori con una tavola rotonda sul tema “Un nuovo ruolo delle smart union nelle relazioni industriali 2020”. Si confronteranno, oltre a Bentivogli, il presidente del Cnel, Tiziano Treu, il direttore generale di Federmeccanica, Stefano Franchi, Egidio Pasetto, partner di Coreconsulting, Carlo Alberto Maffè, della Sda Bocconi School of Management, e Piero Ragazzini, segretario nazionale della Cisl.